Càlia e simènza [sicilian street-food]





State passeggiando per le strade di un qualsiasi paesino siciliano ed avete fame? Voglia di spilluzzicare qualcosa? Niente paura, lo sapete che Palermo e la Sicilia sono tra i primi posti al mondo per quantità e qualità del cibo di strada
Lo street-food, infatti qui raggiunge vette di eccellenza, sia per quanto riguarda le preparazioni complicate, come lo sfincionello, le focacce con la milza, le stigghiole, il purpu, le patate bollite nel tegame di rame e le cipolle arrostite che per le piccole cose da cartoccio, come appunto càlia e simènza.

Càlia e simènza sono immancabili alle feste paesane, nei piccoli e grandi banchetti coloratissimi e pieni di altre bontà che si trovano con facilità lungo le vie dei paesi siciliani, grandi o piccoli che siano. 
La càlia dal siciliano caliare cioè tostare, è fatta di ceci tostati, mentre per simènza si intendono i semi di zucca [hummm, li avete mai provati nelle insalate verdi con salsa di soia dolce?] ugualmente sgusciati e tostati.

Al di là della squisita bontà di questi prodotti, io adoro guardare questi banchi per strada perché i colori delle decorazioni sono davvero strepitosi. Alcuni, come quello delle foto, che ho trovato a Terrasini dietro la Chiesa Madre, hanno splendide stadere antiche istoriate con scene dell'Opera dei Pupi. Si possono così vedere Orlando, Rinaldo, Angelica e tutti gli altri personaggi che combattono le loro battaglie epiche o che si arrampicano sulla luna [per altre notizie sull'Opera dei Pupi a Palermo, leggi il mio post qui]. 
Molto spesso, le bancarelle sono sormontate da chiavi di carretti siciliani altrettanto colorate ed istoriate, pennacchi di cavalli ed una miriade di lucine colorate che si accendono all'imbrunire.

Un piacere per gli occhi ed una delizia per il palato...

Elli