Santa Rita a Sant'Agostino ed una focaccia con la milza...


Indimenticabile. La prima volta che sono stata a Palermo, in questo posto: semplicemente indimenticabile. Per me che venivo dalla Liguria, dove tutto era ordinato, pulito ed il traffico sulla Riviera dei Fiori, se paragonato a quello trovato qui, era davvero da ridere... 
Una volta catapultata in questa città mi sembrava di essere piombata in Africa, in Tunisia - e non solo per il caldo pazzesco... A Calcutta, invece, per la quantità di gente di ogni colore e nazionalità che ti contornava per strada. 
Per questa strada poi, Via Sant'Agostino, la cosa per me era sconvolgente, affascinante, a tratti paurosa. Qui infatti si tiene il mercato - uno dei tanti a Palermo oltre quello del Capo, della Vucciria e di Ballarò. Di conseguenza il vicolo, già piccolo di per sé, con le bancarelle diventa strettissimo e ci si passa appena. 
Quel giorno io ci ero arrivata in vespa, con la mia amica Geraldina Piazza, autrice di molte delle bellissime foto di Palermo usate per altri post e palermitana doc che nei primi tempi del mio soggiorno in città si era assunta il compito di accompagnarmi nei posti più belli per farmi conoscere la miriade di strade, stradine, vicoli e "pertugi" di questa splendida città.




Potete quindi immaginare che il nostro arrivo in Via Sant'Agostino non fu dei più tranquilli, né dei più facili. Dietro la vespa di Geraldina mi sembrava di dover cadere da un momento all'altro, travolti dalla folla di gente che accanto a noi toccava, annusava, guardava la merce esposta sulle bancarelle. Io avevo il terrore di essere derubata. Sapete quelle storie terribili che ti raccontano ogni volta che devi andare in un posto ritenuto "pericoloso"? A Palermo? - mi dicevano - ti strappano la borsa per strada, ti minacciano con la pistola e bla bla bla... Mi sembrava, allora, di affrontare una città ignota, pericolosa, buia e incasinatissima.



Invece, varcato il pesante portone della Chiesa, Santa Rita a Sant'Agostino mi ha subito conquistato. Il suo chiostro ombroso, fresco e tranquillo, dove non si sentono più i rumori del vicolo, la fontana, le felci nei vasi, le bellissime rose nei roseti, tutto infondeva in questo posto serenità. Mentre la semplicità che traspare dall'altare e dalla statua della santa avevano una famigliarità che non sempre si respira nelle Chiese più belle e più adorne d'opere d'arte.  


Se quindi vi troverete a Palermo, non dimenticate di visitare questo posto, nel cuore più vivo della città, perché merita davvero una sosta ed un attimo di raccoglimento.

Se poi, dopo una mattinata di giri in lungo e in largo, vi dovesse venire fame, il posto che amo di più è sicuramente l'Antica Focacceria San Francesco, proprio dirimpetto all'antichissima chiesa del santo d'Assisi - che peraltro è splendida nella sua assoluta austera nudità. 
Qui la cucina palermitana la fa da padrona: melanzane, pasta con il tonno ed il pesce spada, sarde a beccafico, pane e panelle fino alla palermitanissima focaccia con la milza ed il meraviglioso timballo di capellini che Geraldina fa in modo egregio.
Seduti ad un tavolo con un bel piatto delle sue migliori specialità gastronomiche, la facciata della Chiesa di San Francesco davanti Palermo vi offrirà uno dei suoi tanti, meravigliosi momenti magici.



Elli