Primavera a Palermo [prima parte]: la Kalsa e Via Alloro ...

palazzo barocco - Via Alloro - Kalsa

Sabato pomeriggio. Bambine a catechismo, Susanna, Laura ed io nuovamente libere di goderci una passeggiata a Palermo: nel cuore   del suo centro storico più bello e forse meno frequentato dai turisti perché meno conosciuto. 
Siamo nel quartiere popolare per eccellenza, antico centro sul mare: la Kalsa, dove si respira l'aria salmastra e nello stesso tempo si gode della vista di alcune delle chiese barocche più belle della città - Santa Teresa e San Domenico. 
Amo anche questo posto: arrivare dal mare, entrare nella piazzetta davanti alla bellissima Chiesa di Santa Teresa e trovarsi di fronte Porta dei Greci - una delle tante bellissime porte antiche della città. Poco oltre, l'Oratorio dei Bianchi appena restaurato, magnifico. Poi proseguire ancora lungo la stradina tra case diroccate, cespugli d'erba incolti che crescono tra cumuli di spazzatura e cani randagi, gruppi di ragazzini che parlano tra loro una lingua incomprensibile, macchine mezze mangiate dalla ruggine, degrado e sporcizia. 
Ed arrivare alla meraviglia sotto il cielo che è lo Spasimo e poi oltre. 

Porta  dei Greci - Kalsa
Oratorio dei Bianchi - Kalsa
Santa Teresa - Kalsa
Se non hai paura, se nascondi la macchina fotografica in borsa e non la tieni al collo come una sprovveduta turista giapponese, se hai delle scarpe comode con suola lavabile a casa - perché chissà cos'hai pestato, nel frattempo - beh, se sei davvero incantata da questa città, allora essa ti mostra quando meno te l'aspetti certi angoli, certi vicoli, certi palazzi barocchi mezzo diroccati e chiese splendide fatiscenti e sgretolate dal sole che ti lasciano a bocca aperta. Stupita e meravigliata che l'uomo abbia saputo nei secoli, costruire opere d'arte tanto belle e nello stesso tempo abbia potuto trascurarle, odiarle, violentarle fino a questo punto. Lasciandole sciogliere a poco a poco consumate dal vento, dall'acqua, dal sole e dalla noncuranza atavica che il popolo palermitano nutre per le proprie innumerevoli bellezze.

Se alzi gli occhi sei contornata da balconi barocchi pieni di "graste" rigogliose di piante grasse, piccoli balconcini di ferro e finestrelle messe sulla facciata a casaccio, aperte chissà come con il passare degli anni, chiese con facciate bellissime ed interni che lasciano senza parole per la quantità di ebano ed avorio lavorato ad intarsio, matronei in ferro battuto, stucchi, decori d'oro. 
Passando nelle stradine della Kalsa uomini seduti ai bar, sfaccendati, a bersi una birra e godersi il "passìo" e negozi di "verdumai", piccoli gioielli di gusto e bellezza, in cui la sapiente, attenta esposizione della merce ti invita all'acquisto - altro che visual merchandising -, donne alle finestre che chiacchierano da buone vicine e ragazzi in vespa a due a tre, anche quattro, tutti rigorosamente senza casco. 


le case di San Domenico - Kalsa
"verdumaio" con primizie - Kalsa

E così ci perdiamo, tutte e tre noi visitatrici, in questa bellezza misteriosa e intrigante e giriamo il quartiere affascinate da questo mondo tanto diverso dal nostro. All'angolo tra la Chiesa di San Domenico e via Butera - che prende il nome da Palazzo Butera, una delle meraviglie della città di cui parleremo nel prossimo post - inizia Via Alloro, stradina che imbocchiamo per dirigerci verso Piazza Marina. Si dice che questa strada, costruita durante il periodo arabo della città, debba il suo nome al grande albero di alloro che un tempo era al centro del Palazzo del Marchese Lo Faso di San Gabriele; mi piace presentarvela così, con questa descrizione di Alessio Di Giovanni, ottocentesco poeta e drammaturgo siciliano: 
  
Via Alloro, lunga, tortuosa, stretta, è serrata tra due file di alti e spesso superbi palazzi, che le dànno, con la loro gustosa architettura settecentesca, un aspetto pieno di recondito fascino e di grazia imponente. Sicché, ogni cosa, in quella via, parla del fastoso e seducente secolo decimottavo, e soprattutto la sagoma barocca ma aggraziata dei palazzi, i larghi balconi dei primi piani nobili, con le loro flessuose ringhiere inginocchiate, i grandi portoni di quercia che, sormontati dagli stemmi gentilizi, si aprono su larghi androni, dalla volta bassa e quadrata, o su luminosi e ventilati atrii, in fondo ai quali vanno agevolmente a finire le comode ed eleganti scalinate di marmo rosso. Ma quelle sfarzose sale [...] oggi sono diventate uffici pubblici, case di commercio, aule scolastiche, circoli, alberghi e perfino stazioni di reali carabinieri. Un senso d’oblioso abbandono regna negli antichi atrii, nei balconi rugginosi e scialbi, ai quali nessuno più si affaccia, nei grigi androni, che si coprono sempre più d’un fitto strato di polvere, mostrando chiaramente i segni d’una decadenza, triste e desolata, che stringe il cuore.

Passiamo con gli occhi ai balconi barocchi, portoni decorati, faccaite splendide ed imponenti:  il Convento di Santa Maria della Pietà, Palazzo Abatellis - con la Galleria Regionale Siciliana e la magnifica Annunziata di Antonello da Messina - Palazzo Lucchesi Palli di Alagona, fino  ad arrivare alla splendida Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta La Gancia di cui abbiamo fotografato il soffitto a cassettoni - prossimo post - ma non la bellissima cappella della Madonna di Guadalupe di proprietà della Spagna ed ora in restauro. Proprio sopra la Gancia, l'ultimo palazzo, quello dei Calvello duchi di Melia.



Appena uscite dalla Gancia che abbiamo visitato di pomeriggio perché  aperta per un matrimonio, abbiamo girato in via IV Aprile per arrivare a Piazza Marina: ci siamo concesse una sosta in un piccolo locale, la cioccolateria Lorenzo, che si nota al passaggio per la sua piccola lavagnetta esposta con una massima o un breve pensiero del giorno. Entrate per curiosità siamo state conquistate dalla gentilezza dei proprietari, dalla bontà della torta cioccolato e pere fatta in casa e da un caffè perfetto e buonissimo! 

Uscendo dalla cioccolateria Piazza Marina si trova proprio a destra e  si può continuare così la  passeggiata che dallo Steri ci porterà alla Kalsa attraverso le Mura delle Cattive. Ma questo è già un altro post...

cioccolateria Lorenzo

cioccolateria Lorenzo
palazzo barocco di Via Alloro - KalsaElli