Scirocco

la vista dalla mia mansarda
la vista dalla mia mansarda

La Sicilia è così: imprevedibile. Un giorno fredda e 
invernale, il giorno dopo con un vento di scirocco e 21° 
che ti sembra di essere in primavera inoltrata 
e siamo al 23 febbraio.

Già da ieri sera, lo avevamo capito. Il vento che 
all'una di notte ci ha accolto in piazza per il 
bicchiere della staffa era tiepido e portava già 
con sé la promessa dello scirocco.
Poi lo abbiamo sentito ruggire per tutta la notte 
attraverso le persiane chiuse, sotto le "scalette", 
attraverso la siepe di fichidindia, oltre il muretto
 a  secco del giardino. Scirocco, scirocco scirocco...


accanto alla porta di casa mia
il sedile per le chiacchiere 

E finalmente, nel glorioso mattino ha inondato la 
nostra camera, con la sua luce bianca, il cielo velato
di sabbia ed il tepore dell'Africa. Quando
tacerà, forse questa sera, pioverà sabbia rossa
e il suo corso sarà finito. Lo scirocco
muore sempre con una pioggia lenta, sottile, sporca
del deserto, così vicino a noi.

Per me, che non appartengo per nascita alla 
Sicilia, ma solo per scelta e per amore, 
lo scirocco è uno dei misteri più belli e più 
terribili. Vento che racchiude in sé l'arida,
abbagliante, splendente meraviglia di quest'isola.



fiori invernali del mio giardino